Pronti, partenza e via!

10_lacultura_FerreroRocherEstate tempo soprattutto di vacanza, la quale “offre la possibilità di mettere momentaneamente da parte la voce della coscienza e del dovere e lasciare così emergere la parte più istintuale ed infantile della nostra personalità” ( Fragola,1986, p.65).

Questa citazione coglie a pieno uno dei significati psicologici che la vacanza assume per noi e l’importanza che riveste nella nostra vita. Viaggiare permette infatti di fuggire da un mondo dove tutte le cose sono considerate solo come mezzi per raggiungere uno scopo e ci consente di rimanere “sospesi” in uno spazio temporale che diviene fonte e meta di gratificazioni.

Oggi la vacanza è un evento sociale che risente delle idee, dei valori e della cultura del gruppo di appartenenza.

Strumento o bisogno ?

Le persone vanno in vacanza non più solo per rilassarsi o divertirsi o crescere culturalmente, ma ci vanno con la convinzione che così facendo soddisferanno bisogni e desideri diversi e, per questo sono disposte a sostenere dei costi, a volte particolarmente elevati. Anzi se adottiamo l’ottica della vacanza come mezzo per soddisfare un bisogno, il costo elevato diviene un elemento positivo e favorevole, che condizionerà insieme ad altri fattori professionali, geografici, generazionali ed economici, la scelta della tipologia di viaggio. La vacanza non è più un evento sporadico, occasionale ma viene preventivata tra le spese che le famiglie devono affrontare, divenendo simbolo di integrazione sociale e status tanto da essere vissuta sempre più spesso come necessità.

La festa…

La vacanza presenta nella sua struttura delle similitudini con la festa, in quanto determina una propensione a dissipare parte di quanto accumulato durante l’anno; svolge una funzione rigenerativa; rappresenta uno spazio per concedersi piaceri altrimenti negati e viene quindi a configurarsi come un reale capovolgimento dei ritmi quotidiani e delle abitudini. Ci permettiamo atteggiamenti e comportamenti diversi, a volte al di là delle nostre possibilità: ad esempio mangiamo-beviamo in eccesso, spendiamo denaro in modo avventato, è come se piombassimo in uno stato temporaneo di disorganizzazione che rende possibile l’ accettazione di cose che probabilmente non accetteremmo nella vita di tutti i giorni.

E le emozioni…

I bisogni emozionali giocano un ruolo decisivo nella scelta della vacanza: oltre a bisogni di fuga, evasione e relax è possibile identificare aspetti legati alla propria individualità, come l’esplorazione e la valutazione del sé, il prestigio personale, la possibilità di ampliare le interazioni sociali e di sviluppare relazioni intime….. Insomma la vacanza è un modo “altro” di fare esperienza nella nostra esistenza, potrebbe apparire come una deviazione dal percorso abituale ma, di fatto è solo un percorso alternativo che nulla toglie, ma anzi arricchisce ciò che siamo. Il viaggio ci permette di recuperare una dimensione personale più legata ai ritmi naturali e biologici, ci spinge a sospendere i nostri ruoli ed obblighi e ci trasporta in una dimensione in cui vengono enfatizzati i legami umani improntati alla spontaneità ed alla socialità pura. Viaggiare soddisfa la nostra curiosità verso popoli e culture diverse, scopriamo nuovi saperi e mestieri , tradizioni folkloristiche lontane da noi, allarghiamo i nostri orizzonti mentali, divenendo perciò strumento di apprendimento esperienziale attraverso la possibilità di sperimentare in prima persona.

Ma …dove andiamo?

Il viaggio ci trasporta in un limbo di incertezza, sappiamo a livello generale ciò a cui andiamo incontro, nutriamo aspettative differenti e solo quando lo realizzeremo scopriremo le sue meraviglie. Per un periodo lasciamo perciò il nostro mondo di sicurezze per aprirci a qualcosa che possiamo immaginare ma non sappiamo come sarà nella realtà. Ci emozioniamo, a volte proviamo ansia, il nostro spirito di adattamento verrà messo alla prova, e non sempre tutto filerà per il verso giusto, ma…..questo è il bello del viaggio! La sua metafora con la vita coincide come due tasselli di un puzzle che si incastrano alla perfezione: anche nella nostra esistenza alcuni giorni trascorrono felici e sereni altri invece ci mettono a dura prova e ci regalano difficoltà da fronteggiare. Nel viaggio ogni attimo è lì da scoprire e vivere, l’importante è farsi trovare pronti ed aperti ad ogni esperienza che ci riserva, lasciandoci guidare dalle sensazioni che ogni luogo ci trasmette. Trovarci in Paesi diversi dal Nostro ci sollecita ad accantonare momentaneamente le nostre idee, abitudini ma anche comportamenti, per immergerci in un’ altra realtà culturale che possiamo condividere o meno ma che ha tutti i diritti di esistere e di essere rispettata.

Madagascar

Personalmente durante un viaggio in Madagascar sono entrata in contatto con un “mondo” totalmente diverso da quello in cui vivo. Ho visto cose che mi hanno fatto sorridere, altre che mi hanno tolto la parola per la bellezza e la profondità ed altre ancora che mi hanno regalato molte lacrime di dolore, di sofferenza ma anche di gioia. Attraversando quest’isola situata nell’oceano Indiano a migliaia di chilometri da qui ho percorso contemporaneamente i meandri delle mie emozioni, scoprendo aspetti di me che erano rimasti sopiti per anni!

Tra i tanti doni che questo viaggio mi ha regalato il più prezioso è quello che mi ha fatto comprendere ancora , ancora e ancora di più che la Vita è un dono meraviglioso e che per essere felici non importa quanto possediamo, conta solo ciò che siamo. Se potessero leggere questo articolo tutte le persone che ho incontrato in questo cammino vorrei dedicarlo loro e ringraziarle per quanto umanamente mi hanno regalato.

Buone vacanze a tutti i girovaghi!

A cura della Dott.ssa Marcella Fanelli

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