La Danza può essere uno strumento terapeutico?

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Noi tutti sappiamo che la danza è un’attività artistica, ma non tutti sanno che può essere utilizzata anche come strumento terapeutico. Infatti attraverso di essa possiamo esplorare molte delle nostre possibilità motorie e imparare a conoscere meglio il nostro corpo.

La Danzamovimentoterapia:

La Danzamovimentoterapia (DMT) è una disciplina nata per affiancare la Psicoterapia classica, perché va ad esplorare quella dimensione corporea con la quale normalmente risulta difficile lavorare nel setting terapeutico. Il suo obiettivo è di lavorare in un’ottica di collaborazione con la Psicoterapia, in un’ottica interdisciplinare, di modo che entrambe le discipline si focalizzino sul benessere e la salute psico-corporea del paziente da punti di vista differenti.

La danza in particolare, essendo un’attività creativa che ci permette di entrare in contatto con la dimensione più profonda di noi stessi, è un valido strumento per la realizzazione di un tale obiettivo.

Le danze etniche:

A dimostrazione di questo vediamo che le danze etniche e tribali sono individuabili nelle diverse culture umane fin dalle origini della nostra specie; le prime testimonianze pittoriche raffiguranti danze comunitarie risalgono al Paleolitico Superiore. L’obiettivo di queste era quello di innescare uno stato di “estasi” nel gruppo sociale, che consentisse di entrare in comunicazione con il mondo della Natura, con la Divinità, e con il Sé. La danza nasce quindi come strumento di comunicazione.

La Creatività come strumento di Cambiamento:

La DMT si prefigge quindi di aiutare gli individui a raggiungere una buona consapevolezza di sé stessi passando attraverso alla realizzazione di una nuova conoscenza del proprio corpo, che torna ad essere agito. Un lavoro di questo tipo risulta essere particolarmente importante, soprattutto se pensiamo a quanto proprio questa dimensione corporea tende ad essere sminuita nella nostra Società contemporanea: il corpo è spesso considerato solo uno strumento della nostra mente, ma dobbiamo ricordarci che “Noi siamo il nostro corpo” e che la mente non può esistere all’infuori di esso.

Riuscendo perciò ad acquisire una nuova armonia con il nostro corpo, è possibile realizzare anche una buona armonia con sé stessi e la realizzazione di ciò ci consentirebbe di trovare più facilmente soluzioni sane e creative ai nostri problemi.

La Danzamovimentoterapia si prefigge proprio questo obiettivo e lo realizza permettendo ai membri del suo gruppo di lavoro di esplorare nuove possibilità motorie del loro corpo, che normalmente rimangono inesplorate nella quotidianità. In tal modo ognuno ha la possibilità di scoprire le proprie specifiche risorse individuali. Assumendo quindi un atteggiamento creativo rivolto al proprio corpo è possibile dare un nuovo significato alla nostra vita e innescare così un profondo processo di cambiamento.

Quale Danza?

La Danzamovimentoterapia utilizza soprattutto come strumento di lavoro le danze tribali, poiché utilizzano i tamburi e le percussioni, strumenti essenziali per il Danzamovimentoterapeuta, perché si rifanno ai ritmi più profondi e ancestrali che scandiscono la nostra esistenza: esse infatti richiamano la nostra mente al  battito del cuore, e  inoltre permettono di creare un movimento oscillatorio, simile a quello che eseguiamo durante la respirazione.

Oltre ad esse la Danzamovimentoterapia tende a prendere spunto anche dalla cultura popolare per adottare tutte quelle danze che ci permettono di farci raggiungere un nuovo stato di comunione e di armonia con gli altri e soprattutto con noi stessi.

Articolo della Dottoressa Jenna Colombo, Psicologa Clinica.

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