Trauma e ritiro psichico – Una giornata di formazione con il dott. Franco De Masi

23140499_web-dipendenza-sindrome-di-hikkimori-cresce-isolamento-ragazzi-italiani-0Una giornata di formazione con il   dott. De Masi – psicoanalista    Società Psicanalitica Italiana

Contributo d.ssa Laura A. Sala

Seminario Area G – Scuola di specializzazione in psicoterapia per adolescenti ed adulti www.areag.net – Milano 11 maggio 201

Franco De Masi, figura di spicco del Centro Milanese di Psicoanalisi, ha scelto di trattare il tema “La clinica psicanalitica nei pazienti gravemente disturbati” facendo ampio riferimento al suo libro “Lavorare con pazienti difficili” edito da Bollati Boringhieri a cui rinvio per i necessari approfondimenti.

De Masi con semplicità sottolinea come non sia corretta l’associazione gravità = difficoltà nel processo terapeutico, sollecitando i terapeuti ad indagare approfonditamente la storia dei pazienti per scoprire in che età si collocano i traumi vissuti e che risorse personali e ambientali il paziente aveva a disposizione.

Altro tema e spunto di riflessione è il concetto di trauma: Freud aveva descritto il trauma come un qualcosa che lacera la barriera protettiva anti stimolo del bambino. In infanzia il bambino non possiede ancora una barriera anti stimolo, ma questa è una funzione mentale svolta dalla madre.

La madre sufficientemente buona di Winnicot fa sperimentare al bambino ciò che lui è in grado di tollerare, comprese le necessarie ed evolutive frustrazioni. In questo senso anche l’iperprotezione non è evolutiva.

De Masi sottolinea come a partire dalla Klein abbia avuto inizio l’interesse nello studio della fase pre verbale (si vedano le ricerche delle infant observation e infant research che si legano alla teoria dell’attaccamento), indicando come le basi della personalità si strutturano nell’infanzia. Le relazioni con i genitori, e con la madre in particolare, giocano una parte importante, dato che la mente del bambino, per sopravvivere, ha bisogno di un luogo per depositare i propri stati sensoriali ancora poco comprensibili e questo luogo e’ la madre, la quale può leggerli, capirli e restituirli in modo comprensibile al bambino.

È a questo livello che De Masi parla di trauma emotivo: come incapacità di leggere, rispondere e inviare messaggi adeguati alla fase evolutiva ed alle risorse del bambino.

Nel suo discorso De Masi sceglie di portare l’attenzione su un particolare tipo di struttura  patologica: il “ritiro” psichico.

Facendo riferimento a Steiner ne “I rifugi della mente”, De Masi parla di pazienti per cui gli stati di ritiro comportano un allontanamento dalla realtà psichica, ma, diversamente da Steiner, De Masi non concepisce il ritiro come una difesa, ma come una struttura psicopatologica.

Cosa comporta il ritiro? Il rifugio in una realtà fantastica che è parallela, ma altrettanto reale di quella oggettiva; un luogo dissociato della mente che vale solo per il paziente e non è comunicabile e comprensibile a nessun altro.

Il ritiro ha diverse forme patologiche, una di queste, se nelle modalità sopra indicate, è il ritiro psichico in Internet per alcuni adolescenti. De Masi sottolinea che non è da considerare “ritiro” la realtà virtuale di Internet, che è invece condivisa da diverse persone: questo mondo e’ virtuale ma non irreale, proprio perché è condiviso da più persone.

Diventa “ritiro” quando perde la possibilità del gioco fantastico, del “come se” e diventa invece altrettanto reale.

Altro aspetto importante è distinguere tra “ritiro” e isolamento: in quest’ultimo caso, sebbene ci si isoli dalle persone, si mantengono delle tensioni emotive nei loro confronti, le stesse che portano ad isolarsi.

 

Gli stimoli suggeriti da De Masi sono importanti per gli “addetti ai lavori” e sono qui riportati con finalità divulgativa. Si faccia riferimento al libro di De Masi “Lavorare con pazienti difficili” , Bollati Boringhieri.

 Per tutti i lettori un’importante avvertenza: non è possibile fare un auto diagnosi, ma se foste colpiti personalmente dei temi trattati, rivolgetevi ad una specialista che saprà accompagnarvi in una lettura personale e approfondita.

Articolo scritto da dott.ssa Laura A. Sala

Studio Psicologia Brescia

sala@psicologiabrescia.it

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