…Ancora Tracce di Bioenergetica – ParoleBuone

Proviamo per un secondo a riflettere quanto tempo dedichiamo della nostra giornata a porre l’attenzione al corpo, alle sue sensazioni? Quanto? Spesso la testa con i suoi pensieri prendono il sopravvento e ci troviamo a dimenticarci del tutto che il nostro corpo é parte di noi, anzi non solo è parte ma è la l’equivalente delle nostra mente. Questo mette in luce uno dei principi cardine della bioenergetica, ossia quello di concepire la mente e corpo come un’unica identità funzionale: o per spiegarla in parole semplici: quello che accade nel nostro corpo si riflette sulla nostra mente e viceversa, come disse Lowen: noi siamo il nostro corpo, e più siamo in contatto con esso e più siamo consapevoli di ciò che siamo. La bioenergetica è nata intorno agli anni 50 negli stati uniti, da Alexander Lowen, che partendo dal concetto cardine di identità funzionale mente e corpo ha indagato alcuni aspetti strettamente connessi ad essa: la consapevolezza di sé, la capacità di auto espressione e la padronanza di sé. Ma cosa rappresentano questi elementi in bioenergetica?

La consapevolezza di sé: significa consapevolezza corporea, vuol dire che ciò che percepiamo ha una ripercussione in termini corporei e di movimento. Più siamo in contatto con il nostro corpo più siamo consapevoli di chi siamo. La respirazione è fondamentale in bioenergetica perchè ci permette di sintonizzarci sul nostro sentire, il nostro respiro è un chiaro indicatore di come stiamo. Attraverso il respiro possiamo sentire il flusso che riverbera nel nostro corpo e in quali zona ci sono tensioni e contrazioni. Quando perdiamo la consapevolezza delle nostre tensioni, perdiamo anche la consapevolezza della coscienza di sé. Spesso la perdita di consapevolezza è causata da tensioni di cui non ci rendiamo minimamente conto, ma che si sono iscritte nel nostro corpo e ce ne accorgiamo solo quando diventano dolore.

Invece, la capacità di auto espressione ci aiuta a capire bene come il movimento sia legato al concetto di energia e come questo sia strettamente connesso al concetto di espressione di sé. Il ruolo dell’energia in bioenergetica è fondamentale, dato che noi possiamo concepire la nostra personalità in termini energetici. Energia che traiamo dalla respirazione e dai processi metabolici è che riveste un ruolo fondamentale per ogni essere vivente, in quanto attraverso la carica e la scarica dell’energia si determina il nostro modo di stare al mondo. Ovviamente per far si che le persone possano vivere bene è necessario mantenere un livello di energia ottimale. E questo è determinato da diversi fattori, tra cui: la nostra storia personale, il nostro modo di porci, le esperienze che viviamo. Spesso l’energia viene bloccata da tensioni e questo riduce così la vitalità e la nostra espressione. Più la persona è spontanea nei suoi movimenti e in ciò che è, più il movimento sarà fluido e ci porterà ad una massima espressione di sé.

Il terzo ed ultimo concetto riguarda la padronanza di sé: lavorando sullo scioglimento delle tensioni si potrà beneficiare di una maggiore padronanza di sé, di sapere chi siamo momento per momento, grazie alla riattivazione della propria muscolatura che fino ad allora era contratta o del tutto silente.

Il lavoro attraverso le classi di esercizi mira a lavorare su questi concetti per poter creare un maggior benessere, psico emotivo, in particolare aumentando la propria consapevolezza corporea, sia nel corpo a riposo che in movimento. È già perchè sembrerà strano, ma le nostre emozioni, il nostro modo di percepire passa ancor prima che dalla testa, dal corpo. 

Per questo le classi di esercizi sono un ottimo strumento per poter dialogare con noi stessi, per essere a tu per tu con ciò che siamo, cercando si scoprire e dare voce al nostro sé reale, al nostro modo più genuino di stare al mondo, esprimendo la nostra autenticità.

Per coloro che sono interessati a partecipare ad un Ciclo di Classi di Bioenergetica potete richiedere informazioni via mail: fanelli@psicologiabrescia.it oppure 339 3770270.

a cura di Valentina Fanelli

Leave a Reply